Ogni nostro istante non è mai uguale all’altro e noi non siamo mai gli stessi da un istante all’altro, da un tempo all’altro. Tutto cambia dentro e fuori di noi anche se non sempre riusciamo a percepire questo continuo cambiamento. Perdiamo cellule del nostro corpo, perdiamo neuroni del nostro cervello che non torneranno mai più, perdiamo ricordi, sommersi da altri che si sovrappongono, pronti anch’essi a sparire nel nulla, nel vuoto della nostra memoria e gli stessi che crediamo di conservare sono diversi da un momento all’altro.
La vita è cambiamento. L’equilibrio non è un nome, è un verbo: è un equilibrarsi; si tratta di un processo dinamico. Non si può essere nel mezzo. Puoi continuare a muoverti da una parte all’altra e questo è il solo modo per restare nel mezzo. Il mezzo è di passaggio. Se tu fossi immobile nel mezzo saresti fermo. Saresti morto. Restare disponibile ad entrambe le polarità, non evitare gli estremi – questa è l’arte, il segreto dell’equilibrarsi. Certo, a volte sii totalmente felice, e a volte sii totalmente triste – entrambe le cose hanno una propria bellezza. Il giorno non può esistere senza la notte, l’estate non può esistere senza l’inverno, e la vita non può esistere senza la morte. Lascia sedimentare in profondità, nel tuo essere, questa polarità – è impossibile evitarla. La persona viva continuerà a muoversi – dalla rabbia alla compassione, dalla compassione alla rabbia. E accetterà entrambe! E non si identificherà con nessuna delle due. Rimarrà distaccato, sebbene coinvolto. Rimarrà distante, sebbene si impegni. Godrà eppure rimarrà come un fiore di loto sull’acqua – nell’acqua, eppure l’acqua non la potrà toccare. Il desiderio di essere nel mezzo è il peggiore degli estremi.
Prova a pensare a una vecchia pendola: se tieni il pendolo esattamente nel mezzo, l’orologio si fermerà; l’orologio funziona solo perché il batacchio continua a muoversi da sinistra a destra, da destra a sinistra. Saranno solo momenti quelli in cui sarà
nel mezzo. Questa è la bellezza! Quando passi dalla felicità alla tristezza, e dalla tristezza alla felicità, c’è un momento di assoluto silenzio esattamente nel mezzo – godi anche quello! La vita vissuta in tutte le sue dimensioni è ricca. La persona viva è un movimento costante, è un flusso. La vita contiene dolore e piacere. Se lasci cadere il primo, devi rinunciare anche al secondo. Il positivo ed il negativo sono due aspetti della stessa energia. Non sprecare il tuo tempo lottando contro le cose negative, accetta ciò che è. Il fiume è sempre lo stesso, quello dell’essere, e tu puoi nuotare in superficie come in profondità. In superficie il gioco dei gorghi e delle onde, dei raggi del sole e del vento, gli danno una bellezza unica. Ma l’inabissarsi in profondità nelle acque ha una propria bellezza, è un’avventura unica, un pericolo senza confronti. E non attaccarti a nulla;
né alla gioia, né alla tristezza; né al piacere, né al dolore. Sii semplicemente testimone consapevole. L’equilibrio è qualcosa che nasce come frutto dell’esperienza di tutte le dimensioni della vita. Esso accade. Se lo imponi sarà forzato. Sii rilassato. Bevi la vita totalmente! Sii totale. L’equilibrio che ne nascerà sarà quello di un movimento aggraziato, libero da qualsiasi identificazione. Quando la tristezza giunge, sai che passerà, e quando verrà la felicità, saprai che anch’essa passerà. Nulla rimane; tutto scorre via. La sola cosa che dimora per sempre è il tuo essere un testimone. Quell’essere un testimone porta equilibrio. Quell’essere testimone è equilibrio.
Tratto da: Osho Meditazione Motivazione & Management, pag.119 e segg.
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