Si è concluso da qualche giorno il percorso di Team Coaching, in un’azienda multinazionale. E’ stata una bellissima esperienza, sia per chi ha seguito il mio percorso, sia per me.
Lavorare con le persone è ogni volta una scoperta, un’avventura. Nel lavoro che faccio è molto importante la preparazione, ma totalmente inutile se manca la capacità di essere respons-abile nei confronti di ciò che accade durante l’interazione.
Il risultato è tangibile, e questo risponde alla mia necessità di concretezza e a quella di toccare con mano da parte di chi ha seguito il percorso e dell’azienda che ha investito nella form-azione. E partiamo proprio dal gioco di parole: respons-abile e form-azione. In esse è la chiave.
Il risultato positivo è l’effetto dell’alchimia dell’impegno reciproco a raggiungere il risultato. La comunicazione che s’instaura, intrisa di fiducia e aspettativa, ha una circolarità che richiede l’abilità di rispondere ai feedback dell’interazione “just in time”. La partecipazione è attiva, solo così nuovi schemi di comportamento vengono formati in azione, in form-azione appunto!
In questo reciproco “gioco delle parti” la mia abilità principale sta nel mantenere coerente ed integro il quadro di riferimento; il processo agito, accogliendo ed integrando i feedback che emergono; monitorare e guidare il processo linguistico della comunicazione; dall’altra parte, è richiesta la concentrazione e la motivazione a scoprire e sperimentare il nuovo.
Il Team è un luogo magico. Lo spazio nel quale trasformare le zone grigie del conflitto; ampliare, sviluppare e nutrire le peculiarità individuali; sviluppare alternative possibili ai comportamenti; rinnovare la comunicazione; nutrire il dialogo; crescere come individuo; rafforzare la propria conoscenza e autostima.
Ecco quindi le 4 chiavi dell’alchimia per una comunicazione efficace in team:
1) Respons-abilità. Significa effettuare il passaggio dall’essere re-attivi all’essere capaci di ascoltare, osservare e comprendere prima di rispondere. Abbiamo fatto diversi giochi ed esercizi sulle trappole dell’ascolto, del giudizio, dell’interpretazione. Divenendo consapevoli di esse ed operando un cambiamento di schema.
2) Comunic-azione. Approfondire l’importanza dei seguenti aspetti del comunicare: chi (ruolo), il cosa (contenuto), il come (modalità), il dove (contesto), il perchè (obiettivo), significa fare focus sull’efficacia. La cosa più complessa è la riduzione dell’ambiguità nella comunicazione. Più si riesce a lavorare su questa riduzione, più aumenta la possibilità che il feedback sia compreso nel suo senso iniziale. La comunicazione è un processo circolare, attivo, adattivo, per questo è molto importante che venga mantenuta la connessione tra i vari feedback.
3) Azione. Lavorare sugli aspetti della comunicazione trasformandola in comunicazione efficace, rappresenta un’azione che produce un cambiamento positivo. Paul Watzlawitck evidenzia, in uno dei suoi principi sulla comunicazione umana, come essa si organizzi in eventi comunicativi secondo uno schema stimolo-risposta-rinforzo. Ed è proprio su questo meccanismo, ad esempio, che si basa la “profezia che si autoavvera”. La comunicazione è un processo dinamico. Allenarsi a comunicare in modo efficace significa trasformare la dinamicità in un vantaggio positivo per l’individuo ed il team.
4) Consapevolezza. Ancora una volta il punto di partenza è la conoscenza di sè. Per rispecchiarsi nell’altro è necessario avere gli elementi che ti permettono di “riconoscerti” allo specchio. In fisiologia questi si chiamano neuroni specchio: io riconosco un’emozione dell’altro grazie alla sua memoria in me. In comunicazione il processo di rispecchiamento rientra nella ”metacomunicazione” ovvero la possibilità di osservare e comunicare sulla comunicazione. Per comprendere meglio: immagina che ci siano due attori in una scena di un film, questi attori stanno comunicando; uno di essi sei tu. Finchè tu sei totalmente preso dal tuo ruolo, giochi solo la tua parte. Se però tu ti sposti nel ruolo del regista, allora non solo puoi giocare la tua parte ma anche osservare la scena e te stesso mentre “giochi il ruolo d’attore”. Da regista, puoi osservare e descrivere ciò che sta accadendo. La capacità di porsi nella posizione del regista, o metaposizione, è la conditio sine qua non della comunicazione efficace ed è anche strettamente connessa alla consapevolezza di sè e degli altri.
Grazie “Mejif”! Tu sai…
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