Vie al benessere corpo-mente

La terapia del calore: Biopranoterapia e Ipertermia a confronto.

Proprio qualche giorno fa, in televisione, ho visto un servizio che parlava di una “nuova terapia” fisica, spiegandone l’applicazione, in quel caso, in campo oncologico: la ipertermia. E’ risaputo che le cellule cancerogene in fase di mobilità migratoria non sopportano bene le alte temperature.  L’ipertermia è una terapia fisica che consiste nell’imporre ad una determinata parte del corpo un ciclo termico accurato e specifico per quella parte del corpo e per il tipo di patologia.


A proposito di Ben-Essere…

Le vacanze sono finite e sei rientrato nella tua quotidianità, scandita dal ritmo lavorativo. Sia che il tuo rientro sia stato graduale, sia che sia stato impattante, aleggia il desiderio di riuscire a mantenere quella sensazione di rilassatezza che avevi a riposo. Settembre è anche il momento in cui si riprende ad andare in palestra, le temperature cambiano e non sempre c’è il sole nel week-end per regalarsi ancora del tempo all’aria aperta.


Il corpo nirvanico e il settimo chakra: il nirvana kaya…

Resta ancora un percorso da compiere, l’ultimo viaggio: quello verso il non essere, la nonesistenza. L’esistenza è solo metà dell’avventura: c’è anche la nonesistenza. Esiste la luce, ma c’è anche l’oscurità; la vita è una metà, l’altra è la morte. Quando l’essere e il nonessere vengono conosciuti nella loro interezza, il sapere è completo. Allora conosciamo il Tutto. Per questo il settimo corpo è il nirvana kaya, il corpo nirvanico, e il suo chakra è il sahasrara. Il nirvana kaya indica lo shunya kaya, quel vuoto in cui compiamo il balzo dall’essere al nonessere. Cosa vuol dire venire completamente cancellati? Il nirvana indica l’estinzione della fiamma, il settimo livello è simile a una morte completa.


Il corpo cosmico e il sesto chakra: la pura intuizione…

Il nostro sesto livello è il corpo cosmico, connesso al sesto chakra, ajnia. Qui non esiste alcuna dualità; qui si fa l’esperienza dell’esistenza, dell’essere. L’ “Io” viene perso al quinto livello, ma lì resta ancora il “sono”, la separatezza; non appena si sale al sesto, scompare anche la separatezza. Verrà percepita la realtà, l’essenza, il tathata, l’essere così come è, lo stato di fatto delle cose; quindi a questo punto vi sarà la percezione dell’essere; l’intuizione della consapevolezza. Ma qui la consapevolezza è libera da “me“: non è più la mia consapevolezza, ma la consapevolezza pura; non più la mia esistenza, ma l’esistenza pura. Questo punto è difficilissimo da superare, perchè non esiste alcun luogo verso cui dirigersi.


Il corpo spirituale ed il quinto chakra: la risonanza dell’essere…

Il quinto livello è il corpo spirituale, corrisponde al quinto chakra, visuddha, localizzato nella gola. In questo corpo la dualità scompare, il maschile ed il femminile qui si dissolvono. Esso è non-duale, ha una sola possibilità. Chi medita, arrivato qui, non ha nulla di opposto da sviluppare; a questo livello deve solo accedere. La forza che sviluppi nel raggiungere il quarto corpo, la sua immensità, ti rende abile a salire ed accedere nel quinto. Chi è entrato nel quinto corpo è completamente libero da ogni inconsapevolezza. Significa che è vigile in ogni istante, anche durante il sonno, in realtà è solo il suo corpo a dormire, qualcosa dentro di lui resta vigile. Se nel sonno si gira, ne è consapevole; se non si gira, è consapevole anche di quello; se si mette addosso un’altra coperta, ne è consapevole; se non lo fa, è consapevole anche di quello. (Osho, La Natura dell’Invisibile, NSC, 2005, pp. 18-19).


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